titolo inesistente per un post demenziale.
Fu guardando quell’incenso bruciare e il fumo librarsi attorno a lei,che capì la verità; le si presentò nuda,davanti a lei,una Venere sgraziata e preziosa,le labbra rosse e l’espressione sconfortata. La sua Verità era di una bellezza sconvolgente e sublime,era di una avvolgenza soffocante, una forza mistica vibrante. Si mordeva le labbra e portava le sue dita verso l’alto annoiata;lei la guardò per qualche istante,cercò di non fissarsi nei suoi occhi per non rimanere imprigionata per sempre,si sentì piena di rabbia,la cenere dell’incenso cadde frantumandosi sul tavolo e il fumo si sparse avvolgendole le mani. La sua Venere stava scappando,l’aggressività di lei l’aveva sconvolta; ma lei voleva cercarla,voleva respirare la sua verità,voleva vedere. Correva alle sUe spalle e provava il desiderio bruciante di afferrarla con foga e stringerla sotto la forza di tutti i muscoli del suo corpo,voleva che cadesse nuda a terra e si facesse male,era arrabbiata con la sua Verità, le si era celata fino a quel momento, lei voleva solo che soffrisse, che sentisse le sue unghie brandirla e il suo corpo stritolarla. A pochi metri da lei,a vedeva fuggire terrorrizzata; la prese,la buttò per terra,la tenne per quei lunghi capelli di rame. Era maledettamente vicina a quella creatura demoniaca ed eterea, poteva annusarne il profumo,se solo avesse voluto inebriarsene; ma no,era lì solo per guardarla in faccia,per scrutare nei suoi occhi,per memorizzare le fattezze della Verità. E quando fu il momento,quando fissò la sua mano sul suo mento per farla voltare,quando sentì il pianto sommesso e le lacrime sulla sua pelle,quando un gemito di codardia si impadronì di lei,non fece assolutamente nulla. Sì alzò,si voltò e lasciò che la Verità le fosse ignota,di nuovo; l’incenso si spense.

