July 4, 2011


Si sveglia che fa buio ormai d’abitudine,
la notte le regala un’aria più complice.
Detesta il vuoto dei rumori della realtà (aurora sogna),
ma col volume a stecca può sopravvire (aurora sogna).

Sogna una carne sintetica,
nuovi attributi e un microchip emozionale.
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
qualcosa fuori dal normale.

Qualche gelato al giorno forse la nutrirà;
non crede nell’amore in cio’ è molto semplice.
Come si chiama questa voglia di vivere (aurora sogna),
che nel suo corpo ha bisogno di espandere (aurora sogna).

Sogna una carne sintetica,
nuovi attributi e un microchip emozionale.
Occhi bionici, più adrenalina,
sensori e cibernetica neurale.
Sogna una carne sintetica,
nuovi attributi e un microchip emozionale.
Labbra cromate, ricordi seriali,
emozioni e un nuovo impianto sessuale.

Senza più mangiare… e senza più dormire…
Senza più mangiare… e senza più dormire…

Sogna una carne sintetica,
nuovi attributi e un microchip emozionale.
Sogna di un bisturi amico
che faccia di lei qualcosa fuori dal normale.
Sogna una carne sintetica,
nuovi attributi e un microchip emozionale.
Occhi bionici, più adrenalina,
sensori e cibernetica neurale.

Le stesse facce che ogni giorno fanno male.
Le stesse voci recitanti giudicare.
Posa l’orecchio sul bicchiere e sente il mare.
Ma non il suono della musica che piace a lei.
La solitudine che indossa è più normale.
Di una prudente saggia e isterica morale.
Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare.
Senza paura un’esclusiva felicità.

Sogna una carne sintetica,
nuovi attributi e un microchip emozionale.
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
qualcosa fuori dal normale.
Sogna una carne sintetica,
nuovi attributi e un microchip emozionale.
Occhi bionici, più adrenalina,
sensori e ciberbenetica neurale.
Sogna una carne sintetica,
nuovi attributi e un microchip emozionale.
Labbra cromate, ricordi seriali,
emozioni e un nuovo impianto sessuale.

Sogna una carne sintetica.

SubsOnicA - Aurora sogna.

(…)

(Source: tistanchisolodichitistaaddosso)

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E mi chiede, come va?
E io come al solito penso di rispondere nei diversi, seguenti modi.
[…]
Oppure potrei dire: adesso che ti vedo capisco quanto mi sei mancata, e la sola idea che tu sparisca di nuovo mi fa morire, ti amo, ti amo, ti amo e se mi rispondi “sarai mica scemo”, giuro che mangio tutti questi pesci crudi e due chili di pane con la mollica poi mi butto nella pozza gelida, mi verrà una congestione annegherò e avrai rimorso tutta la vita.
Alla fine dico soltanto: va bene, insomma, e tu?

Saltatempo,Stefano Benni.

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April 10, 2011


*-* vorrei solo che tu la guardassi.

*-* vorrei solo che tu la guardassi.

(Source: ekyd)

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March 24, 2011




E nell’immensità s’annega il pensier mio.


                                                                                                                      -Giacomo Leopardi

E nell’immensità s’annega il pensier mio.

                                                                                                                      -Giacomo Leopardi

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March 18, 2011


March 17, 2011


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March 16, 2011


titolo inesistente per un post demenziale.

Fu guardando quell’incenso bruciare e il fumo librarsi attorno a lei,che capì la verità; le si presentò nuda,davanti a lei,una Venere sgraziata e preziosa,le labbra rosse e l’espressione sconfortata. La sua Verità era di una bellezza sconvolgente e sublime,era di una avvolgenza soffocante, una forza mistica vibrante. Si mordeva le labbra e portava le sue dita verso l’alto annoiata;lei la guardò per qualche istante,cercò di non fissarsi nei suoi occhi per non rimanere imprigionata per sempre,si sentì piena di rabbia,la cenere dell’incenso cadde frantumandosi sul tavolo e il fumo si sparse avvolgendole le mani. La sua Venere stava scappando,l’aggressività di lei l’aveva sconvolta; ma lei voleva cercarla,voleva respirare la sua verità,voleva vedere. Correva alle sUe spalle e provava il desiderio bruciante di afferrarla con foga e stringerla sotto la forza di tutti i muscoli del suo corpo,voleva che cadesse nuda a terra e si facesse male,era arrabbiata con la sua Verità, le si era celata fino a quel momento, lei voleva solo che soffrisse, che sentisse le sue unghie brandirla e il suo corpo stritolarla. A pochi metri da lei,a vedeva fuggire terrorrizzata; la prese,la buttò per terra,la tenne per quei lunghi capelli di rame.  Era maledettamente vicina a quella creatura demoniaca ed eterea, poteva annusarne il profumo,se solo avesse voluto inebriarsene; ma no,era lì solo per guardarla in faccia,per scrutare nei suoi occhi,per memorizzare le fattezze della Verità. E quando fu il momento,quando fissò la sua mano sul suo mento per farla voltare,quando sentì il pianto sommesso e le lacrime sulla sua pelle,quando un gemito di codardia si impadronì di lei,non fece assolutamente nulla. Sì alzò,si voltò e lasciò che la Verità le fosse ignota,di nuovo; l’incenso si spense.

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tutta colpa del mese di marzo.

vederti ridere senza di me è la vendetta più stressante al mondo.

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March 15, 2011


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tipo che non so cosa farò,quando ti avrò davanti.

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